Antec Kuhler H600 e H1200: i nuovi arrivati sono PRO

 intro

Negli ultimi anni della sua storia, Antec ha investito molto sui sistemi di raffreddamento a liquido ALL-IN-ONE. Dopo i primi prototipi, seguiti da prodotti apprezzati come i Kuhler 1250 e 650, Antec ha di nuovo ampliato il proprio catalogo. Questa volta parliamo di prodotti migliorati rispetto ai predecessori della famiglia Kuhler. Infatti, Antec è una delle rare aziende che ascolta ed applica i consigli dei suoi clienti. Come avremo modi di verificare in questo articolo, i due neo-arrivati della famiglia Kuhler sono stati progettati seguendo le critiche costruttive offerte dalla community.


La famiglia Antec Kuhler conta, al momento, sette prodotti. Solamente cinque di questi sono riportati sul sito web italiano. In effetti, quelli che vi presentiamo sono prodotti recenti, non ancora aggiunti al catalogo Antec online. Tuttavia, visto il successo delle soluzioni offerte dall'azienda californiana, entrambi i modelli sono stati importati dai maggiori distributori di hardware, e sono già acquistabili in Italia. I nomi in codice dei nuovi dissipatori AIO di Antec seguono in parte la nomenclatura precedente: abbiamo H600 PRO e H1200 PRO, dove H abbrevia la già conosciuta sigla H2O. Tali prodotti si collocano in mezzo ai precedenti H2O 650 e H2O 1250, che avevamo recensito in precedenza. Bando alle ciance, vediamo cosa si nasconde dentro le due scatole inviateci da Antec.

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Antec ci ha ormai abituato a confezioni un pò spartane, ma perfettamente funzionali. Tutto il materiale, in entrambi i box, risulta perfettamente imballato, protetto da materiale resistente agli urti. All'interno delle scatole troviamo dotazioni tutto sommato complete, con tanto di tubetto di pasta termica. La seguente tabella elenca in dettaglio il contenuto delle due confezioni.

  H600 H1200
Sistema AIO 1 1
Staffe di montaggio Si Si
Manuale di montaggio Si (multilingua) Si (multilingua)
Viti di assemblaggio Si Si
Ventole in dotazione 1 x 120mm 2 x 120mm
Pasta termica Tubetto da 0.8g Tubetto da 0.8 g

Come possiamo notare la dotazione è completa e comprende il necessario per garantire compatibilità con la totalità dei cpu-socket odierni. In realtà, entrambi i prodotti supportano socket Intel 775, 1151, 1156, 1366 e 2011/2011-v3; dal canto AMD, i socket supportati sono AM2, AM2+, AM3, AM3+, FM1, FM2. E' piacevole constatare che sono supportati addirittura socket più vecchi di 10 anni, insieme agli ultimissimi.
Buona parte della dotazione è destinata al supporto dei vari socket: troviamo una backplate per i socket più vecchi, mentre il più recente Intel LGA2011 richiede soltanto l'avvitatura di viti particolare, anch'esse parte del bundle. Oltre alla backplate, troviamo due staffe di fissaggio per il waterblock/pompa alla backplate, con tanto di viti a supporto.

Elemento non propriamente indispensabile, ma sempre gradito, è il tubetto di pasta termica. Nelle precedenti versioni degli AIO a liquido, Antec aveva risparmiato il tubetto e predisposto una quantità di pasta termica direttamente sul waterblock dei propri prodotti. Sebbene tale decisione venisse accolta positivamente dai meno esperti, non in grado di dosare la pasta termica tra waterblock e cpu, i più esperti si sono lamentati. Infatti, molti preferiscono usare una propria pasta termica, o applicarne differenti quantitativi. Questa volta Antec ha fatto dietrofront ed ascoltato le critiche, decidendo di inserire un piccolo tubetto di pasta termica, sufficiente per installare il waterblock almeno tre volte.

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L'unica differenza tra i due bundle è costituita dalle ventole in dotazione: l'H600 dispone di una singola ventola di raffreddamento, mentre il fratello maggiore dispone di doppia ventola. Si tratta di ventole da 120mm, caratterizzate da led blue, destinate a muovere discrete masse d'aria. Le relative specifiche tecniche sono riportate nella tabella seguente.

Dimensione ventola 120 x 120 x 27mm
Rumorosità da 16 a 35 dbA
Regime rotazionale da 600 a 2400 RPM
Flusso d'aria fino a 78,9 CFM
Pressione statica 2,19 mmh2o
Controllo ventola PWM 4 pin
Led Blue, controllato da sensore di temperatura

Infine, a completare la dotazione dei due prodotti, troviamo un manuale di istruzioni e montaggio rapido. Inoltre, ci preme sottolineare che ogni elemento del bundle è accuratamente imbustato e protetto da air-bags, al fine di garantire la massima protezione del prodotto durante il trasporto.


L'Antec Kuhler 600 PRO e 1200 PRO presentano caratteristiche tecniche alquanto simili e si differenziano prevalentemente per dimensioni e capacità di raffreddamento. Tuttavia, le scelte tecnologiche che sono alla base dei due sistemi AIO sono le stesse. Per questa ragione, ci limiteremo a discuterle assieme in questa sezione dell'articolo, specificando esplicitamente i casi in cui i due prodotti si differenziano.

Cominciamo dall'analisi della parte più delicata del sistema AIO: il waterblock. I nuovi 600 PRO e 1200 PRO dispongono di una basta base di puro rame, che misura 50 x 60 mm, di forma rettangolare. Un primo cambiamento rispetto ai precedenti sistemi di raffreddamento AIO di Antec consiste proprio nella scelta di una nuova sagoma per il waterblock, precedentemente circolare ed ora più larga, rettangolare. Sebbene la qualità della lavorazione della base sia elevata, la superficie del waterblock non è perfettamente lappata a specchio. Al tatto è infatti possibile percepire sottilissime scanalature, atte a favorire l'insediamento della pasta termica. Di contro, il wateblock è ricavato da un unico blocco di rame lavorato, senza alcuna saldatura. Questo genere di approccio garantisce massime prestazioni per quanto riguarda la conduzione termina, in quanto non si sono punti di saldatura che possono comprometterne le caratteristiche termiche.

Una volta rimosse le 10 viti che fissano la superficie del waterblock al resto della cold-plate, possiamo analizzare la struttura interna del blocco di rame.

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Dalle foto possiamo notare la presenza di un blocco dissipante centrale alla superficie del waterblock. Tale blocco è costituito da molteplici alette in rame, dallo spessore di appena 0.15 mm separate ogni 0.2 mm. Queste lamelle costituiscono il cuore pulsante del sistema di raffreddamento. Esse sono in carica di dissipare il calore assorbito dalla parte sottostante del waterblock, trasferendolo all'acqua che fluisce attraverso tali scanalature. Ci preme sottolineare che anche i precedenti sistemi di raffreddamento della famiglia Kuhler si basano sul medesimo modello di raffreddamento, così come la maggiorparte di waterblock presenti sul mercato.

Direttamente al di sopra del waterblock, troviamo la pompa del sistema AIO. Si tratta di una pompa di liquido basata su un motore elettrico a tre fasi, in grado di produrre pressioni fino a 2.3 m. Basata su tecnologia ceramic bearing, la pompa in questione è in grado di erogare fino a 5600 rpm, con un assorbimento energetico pari a 3.6 Watt. L'alimentazione della pompa avviene mediante connettore di alimentazione SATA. Infine, sottolineiamo che la pompa è composta prevalentemente da ceramica e plastica, racchiusa all'interno di un involucro di plastica, coibentato da apposite guarnizioni.
Al di sopra della pompa, all'interno dello stesso involucro, troviamo un led di colore blue. L'illuminazione del led viene controllata dal sensore di temperatura presenta nello stesso involucro. Qualora la temperatura dell'acqua all'interno del waterblock dovesse superare i 55 °C, il led comincia a lampeggiare. In tal modo l'utente può accorgersi, in linea di massima, del carico termico a cui il sistema AIO è sottoposto.
A differenza dei precedenti modelli appartenenti alla famiglia Kuhler, i due H600 e h1200 PRO non dispongono di interfacciamento digitale con il sistema. In altre parole, la pompa non permette alcuna configurazione via software, gestendosi autonomamente. Questa lacuna è particolarmente visibile per i più smanettoni, i quali tendono a gestire manualmente i profili rotazionali di ventole e pompa, al fine di adattarne la rumorosità ai propri gusti. I due modelli sotto analisi mancano di tale caratteristica, impedendo la gestione personalizzata di regimi rotazionali di ventole e pompa. D'altro canto, Antec ha potuto risparmiare sui costi di produzione, abbassando conseguentemente i costi all'utente finale.

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La qualità costruttiva del radiatore è buona e rispecchia in gran parte quella che caratterizza gli altri prodotti della famiglia Kuhler. In sostanza troviamo lamelle di alluminio sottili, equispaziate, destinate alla dissipazione del calore trasportato dai tubi. Le dimensioni dei due radiatori sono pressoché identiche a quelle dei precedenti H650 e H1250. La vera differenza con i precedenti modelli sta nella modularità delle ventole. Infatti, i precedenti Antec h650 e h1250 integravano ventola e pompa direttamente sul radiatore. Una configurazione del genere impediva agli utenti più esigenti di utilizzare ventole proprie. Nel caso dei nuovi h600 e h1200 PRO, Antec ha ascoltato le critiche dei clienti ed ha prontamente cambiato politica. Ora è possibile scegliere le ventole da agganciare al radiatore, seppur quelle in dotazione da Antec siano più che sufficienti per configurazioni standard.
Il fissaggio delle ventole al radiatore avviene mediante diverse tipologie di viti, include in dotazione. Particolarmente rilevante è il caso dell'Antec H600 PRO, il quale può essere montato sia lateralmente al case che nella parte superiore. In ambo i casi, Antec fornisce viti per il fissaggio della ventola al radiatore e altre viti per il fissaggio del radiatore al case. L'utente potrà decidere se montare la ventola in estrazione o meno, in base alle proprie esigenze. Inoltre, sebbene Antec fornisca una sola ventola nel caso dell'H600 PRO, è possibile installare una seconda ventola sull'altra estremità del radiatore, ottenendo così una configurazione PULL/PUSH. Unico aspetto negativo è la mancanza di viti di montaggio per ottenere tale configurazione: l'utente dovrà rivolgersi presso una ferramenta per acquistare viti adatte.

Altra novità rispetto ai modelli precedenti corrisponde con le tubature del sistema a liquido. In entrambe le versioni H600 e H1200 PRO sono presenti tubi rinforzati, di tipologia FEP, che garantiscono solida robustezza e discreta flessibilità, scongiurando eventuali perdite o strozzature. Inoltre, tali tubi sono fermamente fissati alla cold-plate ed al radiatore ed è praticamente impossibile sganciarli se non rompendoli irrimediabilmente. La lunghezza dei tubi è tale da permettere buona mobilità all'interno di case ATX. Lunghi 31,5 mm, i tubi permettono l'installazione del sistema AIO sia in case micro-atx che in case più spaziosi.

 


 Sebbene avessimo introdotto gran parte delle caratteristiche tecniche inerenti le due versioni H600 PRO e H1200 PRO, ci preme riassumerle in forma tabellare, in modo da poter consentire un confronto visivo più immediato tra i due prodotti.

  H600 PRO H1200 PRO
Tecnologia pompa Tre fasi graphite bearing Tre fasi graphite bearing
Dimensioni radiatore 155 x 120 x 27 mm 155 x 240 x 27 mm
Numero ventole in dotazione 1 2
Dimensione ventola 120 mm
Altezza cold-plate e pompa 35 mm
Tubi FEP 315 mm
Liquido refrigerante Anti corrosivo ed ecologico, rispetto normative RoHS
Controllo via software No
Tecnologia pompa Ceramic bearing
Compatibilità Intel LGA 775, 1151, 1155, 1156, 1366, 2011, 2011-3
AMD Socket AM2, AMi2+, AM3, AM3+, FM1 & FE2
Garanzia 5 anni
     
Dimensione ventola 120 x 120 x 27mm
Rumorosità da 16 a 35 dbA
Regime rotazionale da 600 a 2400 RPM
Fullo d'aria fino a 78,9 CFM
Pressione statica 2,19 mmh2o
Controllo ventola PWM 4 pin
Led Blue, controllato da sensore di temperatura

 


Al fine di testare le prestazioni dei due sistemi a liquido AIO di Antec, abbiamo assemblato una macchina da test orientata al gaming, dalle prestazioni medio-elevante. Abbiamo scelto un processore six-core, capace di mettere in difficoltà gran parte dei sistemi ad aria e parte dei sistemi a liquido All-In-One. Più nello specifico, il processore scelto è un Intel 5820k, il quale viene testato in configurazione stock e, successivamente, in overclock a 4.30 Ghz. Come di consueto, tutti i core del processore sono stati attivati, insieme alla tecnologia Hyper Threading di Intel. Abbiamo mantenuto attivi anche i controlli termici e di SpeedStep, sia in configurazione stock che in overclock. Riportiamo l'intera configurazione hardware della macchina da test nella seguente tabella.

Componente Modello
Pasta termica Noctua NT-H1
Processore Intel i7 5820k
Memoria 16 Gb DDR4 G.Skill 3000 MHz
Disco rigido SSD Samsung EVO 850
Scheda video nVidia GTX 970 2Gb
Alimentatore Antec HCP 850W
Case Coolermaster Cosmos S

Particolarmente rilevante nella configurazione adottata è la pasta termica, la Noctua NT-H1, ormai divenuta lo standard con la quale testiamo tutte le differenti soluzioni di raffreddamento a liquido. 

Al fine di registrare le temperature, ci siamo affidati al sistema di logging RealTemp, il quale prevede l'uso di Prime95 come stress test per gestire il work load del processore. Per ogni configurazione di clock del processore (Stock e OC 4.30 GHz) RealTemp ha sottoposto il sistema a differenti workload, passando da Idle a Full load. Inoltre, per fornire un metro di giudizio più preciso, abbiamo sottoposto al test anche un dissipatore ad aria di fascia molto alta, spesso considerato il top gamma della catergoria: Thermalright Silver Arrow. Infine i risultati sono stati poi impaginati e rappresentati tramite grafici per permetterne l'immediata valutazione.


 

Mettiamo ora a confronto i risultati ottenuti dai due sistemi AIO di Antec ed il Thermalright Silver Arrow. Cominciamo dalla configurazione stock del processore, ovvero a frequenze e tensioni di default.

stock frequency

Il grafico riportato descrive la media delle temperature, registrate su tutti i 6 core attivi del processore, al variare del carico di lavoro, espresso in percentuale di CPU time. Dal grafico possiamo evincere facilmente che a frequenze stock, tutti i tre dissipatori fanno registrare performance molto simili. Sebbene stessimo parlando al massimo di 3 °C di differenza tra la migliore prestazione e la peggiore, comunque è possibile identificare una certa tendenza. Infatti, l'Antec h600 PRO si configura come il meno "freddo" dei cooler, di circa 1.5-2 gradi più caldo del fratello maggiore h1200 e circa 3 °C più caldo del Thermalright Silver Arrow. Segue appunto l'Antec h1200 PRO, che fa registrare temperature di circa 0.2 - 1 °C distanti dal Silver Arrow, mentre quest ultimo risulta essere il miglior dissipatore tra i tre, a frequenze nominali.

Di certo questo risultato non ci spaventa: è normale che dissipatori ad aria di fascia altissima battano i sistemi all-in-one a carichi termici bassi. Per apprezzare le prestazioni di sistemi a liquido è generalmente necessario caricare termicamente il sistema di raffreddamento, per esempio portando la CPU a configurazioni di overclock aggressive. Perciò, andiamo subito a vedere come si comportano i tre dissipatori quando è necessario raffreddare lo stesso processore che lavora a 4.30 GHz.

OC43

 

In questo caso i delta prestazionali tra i vari sistemi di raffreddamento diventano assai più evidenti. In particolare l'Antec h600 PRO mostra i propri limiti, facendo registrare tra 4 e 13 °C di differenza col modello superiore h1200 PRO. In particolare il limite inizia a palesarsi già dal test in IDLE (carico al 3%), dove l'h600 PRO fa registrare una temperatura media di 40,22 °C, contro i 35,58 °C del h1200 PRO. La differenza prestazionale tra i due modelli si conserva anche sotto il carico prestazionale al 50 % e diventa decisamente più marcata al test in full load, dove il h600 PRO fa registrare una media delle temperature di circa 85 °C, di ben 18 °C superiori a quelle del h1200 PRO. 

In linea di massima, notiamo che il trend è il medesimo per tutti i dissipatori, fatta eccezione per l'ultimo caso, quello più estremo. Come possiamo notare dal grafico, a bassi carichi di computazionali, la dissipazione migliore è ottenuta dal sistema ad aria di Thermalright. A partire dal test di carico al 50 %, però, le cose cambiano in favore dell'Antec Kuhler h1200 PRO, che finalmente fa registrare temperature identiche a quelle del Thermalright. La situazione continua ad essere a vantaggio del h1200 PRO anche al massimo workload, dove il Thermalright inizia ad accusare il colpo e fa registrare temperature più alte di 3 °C rispetto al h1200 PRO. 

Dai test appare evidente che le due soluzioni Antec si discostino l'un l'altro in termini di prestazioni. Il più piccolo dei due non fa registrare prestazioni eccezionali, ma si è dimostrato perfettamente in grado di gestire il carico termico sprigionato da un i7 5820k con tutti i 6 core attivi, HT attivo, sia a frequenze stock che in Overclock. Del resto, il dissipatore stock di Intel fa registrare temperature vicino agli 80-85 °C quando il processore è testato in FULL LOAD a frequenze nominali. D'altro canto, l'Antec h1200 PRO dimostra di essere pari prestazioni rispetto alla controparte ad aria, facendo registrare miglioramenti a carichi termici alti, dove il concorrente satura le proprie capacità di dissipazione termica. 


 

I due dispositivi Antec h600 PRO e h1200 PRO hanno molto da offrire, soprattutto per quanto riguarda il rapporto qualità prezzo che questi offrono. In particolare, entrambi i sistemi AIO sono disponibili a prezzi interessanti, 50 € e 73 € rispettivamente per h600 PRO e h1200 PRO. Grazie alla riduzione dei costi, che ha portato Antec a rimuovere il sistema di gestione via software dei regimi di rotazione della pompa e delle ventole, i due prodotti si candidano come sostituti perfetti per sistemi di raffreddamento ad aria. Grazie ai nostri test abbiamo infatti notato che le prestazioni ottenute dal h600 PRO non sono troppo peggiori del top gamma ad aria, il Thermalright Silver Arrow. Infatti, a configurazione nominale, il h600 PRO è solamente 3 °C più caldo del Thermalright Silver Arrow Extreme, ma ha dalla sua due grandissimi fattori: è decisamente più compatto e costa il 45 % in meno. Inoltre, il basso profilo della coldplate permette la totale compatibilità con moduli ram e schede video, cosa che non accade affatto quando si ha a che fare con i mastodontici dissipatori ad aria come il Thermalright Silver Arrow Extreme. Per tale ragione, ci preme consigliare l'acquisto del h600 PRO a tutti quei gamer che intendono assemblare sistemi compatti micro-atx e cercano un valido meccanismo di raffreddamento a liquido. Anche tutti coloro alla ricerca di sistemi AIO economici per sostituire il dissipatore stock di Intel farebbero bene a valutare il h600 PRO come alternativa.

Se consideriamo invece la versione h1200 PRO, allora i vantaggi tendono ad essere ancora più evidenti. In linea di massima, le prestazioni di questo sistema AIO sono in linea con quelle del Thermalright Silver Arrow Extreme, e diventano migliori ad alti carichi termici, soprattutto con processore sotto overclock. Ciò nonostante, Antec ha mantenuto il prezzo di questo prodotto talmente basso da battere la concorrenza ad aria di un buon 23 %. Oltre al miglior prezzo, si ottengono tutti i vantaggi di un sistema AIO a liquido, come la compatibilità con schede video e moduli ram, minor peso e facilità di movimento del case. Inoltre, installando ulteriori ventole in configurazione PULL/PUSH, sia il h600 che i h1200 PRO possono aumentare ancora di più le proprie performance, soddisfando i bisogni di utenze più appassionate. 

Ultima nota a favore di Antec è l'attenzione rivolta presso la propria clientela. In molti si lamtentarono con l'azienda in merito alla volontà di poter scegliere in autonomia quali ventole installare sul sistema di raffreddamento a liquido. In risposta, Antec ha reso modulare il sistema AIO, consentendo ai propri clienti di scegliere quali ventole installare, il tutto mantenendo un eccezionale rapporto qualità prezzo e prestazioni similari a quelle dei predecessori Kuhler 650 e 1250.

Noi di Hardwareforoy ci riteniamo più che soddisfatti del magnifico lavoro svolto da Antec per questi prodotti!

Ancora una volta Antec ci dimostra di ascoltare i propri clienti

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